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What about Africa? Se l’Etiopia fosse la prossima destinazione


Quando parlo di viaggi la testa mi va sempre lì, nell’unico continente dove non sono mai stata, l’Africa. Il mio grande sogno, talmente tanto grande da aver sempre avuto paura a realizzarlo.

Ci penso e ci rimugino da anni, anche oggi che leggo dell’ebola che sta diffondendosi a macchia d’olio in Africa occidentale.
L’Africa ha sempre avuto una forza più che altri continenti: grande, selvaggia, nera, sanguigna.

Ho un mio modo di viaggiare, non mi piego a compromessi, mi piace organizzare (o non organizzare) tutto da me, odio i piani prestabiliti e cadenzati, sono estremamente indipendente, nel viaggio come nella vita, si vocifera che non abbia paura di niente.
Eppure questa Africa mi ha sempre messo paura al punto da non concretizzare questo sogno che ho da quando sono bambina.

Mi chiedo se sia facile o difficile da viaggiare da sola, se possa prendere i mezzi pubblici, se ci sono ostelli.
La verità è che non mi interessano i safari nè i tours organizzati per vedere le tribu, uno al massimo o due, ma voglio toccare con mano e sporcarmi di quella terra arida e desertica, stare nel mezzo del nulla, perdermi tra i mercati caotici e disordinati.

Non Kenya. Nè Botswana nè Tanzania.
Etiopia. E’ qui che voglio andare ed è per questo Paese che ormai da mesi, in silenzio, monitori il costo dei biglietti.

etiopia

etiopia

Il senso del viaggio è cambiato molto negli ultimi anni. Fino a poco tempo fa valeva la regola per cui, purchè vada sono felice.
Oggi, forse a fronte di una mappa del mondo piuttosto nota a me,so che se viaggio, e quindi mi sforzo per mesi cercando di arrangiarmi anche in condizioni poco confortevoli, la motivazione deve essere forte e sensata. Non mi interessa conoscere tutti i Paesi del mondo, mi interessa conoscere quelli con cui credo di poter instaurare una comunicazione.

Un Paese mi deve chiamare e io sentire il desiderio di andarci.
Non viaggio tanto per viaggiare, perchè ormai questo sembra il life motiv un pò di tutti. L’esigenza di “andare”, quando mi pare che sempre più spesso venga a mancare il “perchè” di fondo che spinge a scegliere un luogo piuttosto che un altro.

Posso stare ferma nella città dove vivo per 1 anno e non sentirmi costretta, purchè nel momento in cui la chiamata arriva sia in grado di prendere la decisione di andare, senza pensarci troppo.

Africa, le sue tradizioni e le credenze mitologiche. Un Continente di storie da interpretare, terre con cui scontrarsi dove tutto può essere il contrario di tutto e di cui si sa molto poco.
Mi chiedo, se sola riuscirò a portare a termine questa missione dalla durata ancora da definire ma che potrebbe cominciare a novembre.

Mi chiedo se davvero sia pronta a rimettermi in gioco in condizioni, forse, più estreme e complicate di quelle a cui ero abituata.
Mi chiedo se davvero voglio di nuovo quello che ho deciso di terminare improvvisamente (il giro del mondo) perchè stanca e senza alcuna spinta motivazionale.

Ma è inutile farsi tante domande quando le risposte in fin dei conti, arrivano solo ed esclusivamente una volta che si è atterrati a destinazione.

Per i momento ho di fronte a me un volo aereo dal prezzo invitate, una serie di risorse che mi aiuteranno a stimare i costi totali, per me che viaggerò nuovamente da sola. La decisione finale la prenderò tra qualche settimana, a casa mia in Sicilia.
Terra di mezzo tra Europa ed Africa.

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Giulia Raciti
About me

Viaggio e racconto il mondo a modo mio, aiuto gli altri a scoprire gli angoli più belli e remoti del mondo, sono una ex impiegata, una ex copywriter, una ex professional travel blogger. Poi, sono cambiata e, forse, sono cresciuta. Un pò.

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2 Comments

Diario di una travelholic
Reply July 31, 2014

Ho la sensazione che in cuor tuo la decisione sia già presa. E mi piace assai! Non vedo l'ora di leggerti ed immaginarti in Africa :) un bacio

    Giulia Raciti
    Reply July 31, 2014

    La decisione è stata presa taaaaaanti anni fa, serviva un pò di coraggio e visto che l'inverno a Berlino non mi alletta e ho tempo, forse vale la pena provarci. Andrò per due mesi e credo farò solo Etiopia, voglio capire cosa significa stare per un pò in Africa. Poi tornerò per Natale e se l'esperienza è quella che spero allora potrò pensare ad adentrarmi nel cuore di questo misterioso Continente! CIAO!

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